Piccolo Hotel
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Castiglione della Pescaia (GR)
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Castiglione della Pescaia
Castiglione della Pescaia, antico Borgo affacciato sul mare, fra Punta Ala e Marina di Grosseto. La parte antica è un balcone sul Tirreno. E' sede di un porto turistico che offre escursioni giornaliere per le isole dell'Arcipelago Toscano. Castiglione della Pescaia vanta origini antichissime: le prime tracce di popolamento di questa zona risalgono a circa sessantamila anni fa, mentre il primo insediamento urbano si colloca a Vetulonia, l'antica città che gli Etruschi fondarono nei pressi del lago Prile (oggi scomparso). I Romani fondarono, invece, il villaggio di Salebrone, famoso per il clima mite, il lago pescoso e i dintorni ricchi di selvaggina. Dopo la caduta dell'Impero Romano e le incursioni dei Barbari, nel 962 Castiglione fu ceduta a Pisa da Ottone I° di Sassonia, imperatore di Germania. Pisa ne sfruttò le ricchezze e non si curò dell'insabbiarsi del porto e delle acque del lago Prile che, divenendo stagnanti, furono causa di crescenti epidemie malariche. Castiglione si rese Comune indipendente dai Lombardi di Buriano intorno al 1200, ma nell’arco di un secolo cedette i suoi diritti su alcuni territori sia ai Pisani che ai Senesi. Nel 1404 il Consiglio Generale di Castiglione, decise di porsi sotto la protezione di Firenze. Con i Medici si ebbe una parziale rinascita e lo sviluppo delle campagne costiere ormai spopolate e malsane. Con le opere di bonifica e la conquista conseguente di nuovi terreni l’agricoltura ebbe un notevole impulso. Anche la pesca, fino ad allora svolta in palude, nonostante la presenza del porto, si rivolse verso il mare grazie anche all’arrivo dall’Adriatico di famiglie di pescatori. La vocazione turistica di Castiglione nasce negli anni ’60 con l’insediamento di Riva del Sole. Per la qualità del mare e delle spiagge, la cura ambientale e le attrezzature è considerata una meta turistica esclusiva, premiata nel 2005, 2006 e 2007 con le 5 vele di Legambiente posizionandosi prima località balneare per qualità ambientale e turistica nella classifica annuale di Legambiente
Diaccia Botrona
Della riserva naturale provinciale Diaccia Botrona fanno parte sia la zona paludosa che il tombolo costiero e la pineta retrodunale. Consiste in un vasto ambiente palustre, con una profondità media di 30-40 cm, che comunica indirettamente con il mare tramite canalizzazione. Costituisce un lembo residuo di una zona umida salmastra di 120 km2, in parte formata da acque aperte (lago di Prile), trasformatasi in palude con il progressivo chiudersi del tombolo che la separava dal mare e successivamente bonificata con le colmate dei fiumi Bruna e Ombrone. Per accedere alla Riserva Naturale seguire le indicazioni per l'Isola Clodia e per la Casa Rossa. L'ambiente è molto suggestivo e ricco di volatili. All'interno del parco (ingresso gratuito) è possibile ammirare aironi bianchi, aironi rossi, anatre, il falco di padule ed il Cavaliere d'Italia.
Parco della Maremma
Il Parco Naturale Regionale della Maremma è stato istituito nel 1975 ma, nonostante le sue ridotte dimensioni (circa 10.000 ettari) ed i pochi anni di vita, è divenuto un punto di riferimento per un sempre maggior numero di persone. Il Parco della Maremma nel 1993 è stato insignito del Diploma di Parco Europeo rilasciato dal Consiglio d'Europa. La visita del Parco sarà sicuramente un'esperienza piacevole e formativa, ma è bene tener presente che fermarsi ad una sola visita potrebbe, in qualche caso, deludere le proprie aspettative, spesso sovradimensionate rispetto alle reali possibilità offerte dal troppo breve tempo a disposizione; dobbiamo ricordarci che non è uno zoo, gli animali sono liberi e non a nostra disposizione. La visita del Parco è possibile soltanto a piedi; le vie d'accesso agli itinerari sono due: Alberese e Talamone. Per gli itinerari che partono da Alberese l'accesso è normalmente possibile nei giorni di mercoledì, sabato, domenica e festivi. Comunque, per ogni informazione riguardo agli orari ed alle modalità di visita si raccomanda di prendere contatto con il Centro Visite del Parco.
San Galgano
Il complesso, composto dall'Eremo o Rotonda di Montesiepi e dalle rovine della grande Abbazia Circestense di San Galgano, è uno dei più suggestivi della Toscana. Nella Rotonda di Montesiepi si trova, infissa nella roccia, la Spada di San Galgano. L'abbazia di San Galgano e l'eremo di Montesiepi sorgono nella valle del fiume Merse, fra i borghi medievali di Chiusdino e Monticiano, in provincia di Siena. E' facilmente raggiungibile da Firenze seguendo la superstrada FI-SI fino all'uscita di San Lorenzo a Merse, proseguendo poi verso Monticiano. Lungo il percorso si trovano segnali turistici fino a giungere all'abbazia. Se si sceglie un itinerario meno veloce ma sicuramente ricco di bellezze paesaggistiche si può uscire a Siena e seguire la SS73 che conduce fino a San Galgano. Edificata tra il 1182 ed il 1185, sopra la capanna sulla collina ove San Galgano visse il suo ultimo anno di vita e proprio lì dove aveva infisso la sua spada nella roccia. La Rotonda di Montesiepi fu originariamente la Tomba del Santo, che fu sepolto a nord della spada come a guardare, attraverso la porta di ingresso, Chiusdino. Solo nel 1220 (o 1218?) fu iniziata la costruzione della grande Abbazia a valle. I lavori di costruzione durano fino al 1268, quando venne ufficialmente consacrata dal Vescovo di Volterra Alberto Solari. Poi cento anni di grande splendore, fino al 1364, a cui seguì la lenta decadenza data dalla sventurata pratica della “Commenda” (nel caso specifico il conferimento ad una persona - il commendatario - di un beneficio ecclesiastico al fine del solo usufrutto delle rendite senza nessuno degli oneri annessi). Un fatto sopra ogni altro: nel 1550 il Commendatario Girolamo Vitelli arrivò a vendere (dopo i gioielli e chissà cosa altro) il tetto in piombo dell’Abbazia. Nonostante alcuni tentativi di ripristinare il convento alla fine nel 1789, dopo che la Rotonda di Montesiepi fu elevata a Pieve, la grande abbazia venne sconsacrata e lasciata definitivamente alla rovina. Mentre la Rotonda di Montesiepi ci riporta, con la sua Spada nella Roccia, alla saga di Re Artù, la grande Abbazia ci riserva, con la sua Geometria Sacra, altre sorprese sia "musicali" e sia "egizie". Forse i bravi monaci Circestensi di San Roberto di Molesme e di San Bernardo di Chiaravalle sapevano di più di quanto hanno lasciato scritto.
Vetulonia
Vetulonia è un'antica città degli Etruschi che dette a Roma i simboli littori dei fasci e della scure. Vetulonia toccò il massimo del suo splendore tra il VII e il VI sec. a.C. e conserva ancora molte memorie della sua antica potenza. Dopo lo splendore del periodo etrusco Vetulonia decadde. Fu nel 1181 che sorse il Castello di Colonna, nato dalla necessità di fortificazioni per la difesa della popolazione. Delle imponenti cinta murarie etrusche sono rimasti alcuni tratti e nelle immediate vicinanze dell'attuale paese si trova la necropoli etrusca. Tra le tombe che si possono visitare, sono notevoli la Tomba del Diavolino e la Tomba della Petrera, che si incontrano imboccando la strada che porta a Buriano. Nel paese si può visitare il museo archeologico, di recente riaperto dopo i lavori di restauro, con reperti di notevole valore. Splendido è il panorama che si può ammirare per il dolce declinare dei colli.
Tirli
Tirli è immerso tra lecci e castagni, e gode di un clima eccezionale sorgendo a 450 m. sul livello del mare ed essendo esposto alla brezza marina. I primi insediamenti sono fatti risalire alla presenza di boscaioli e pastori e la tradizione dei tagliatori di bosco è ancora molto radicata negli abitanti. Suggestivo per le sue viuzze, il paese è dominato da un convento fortezza, costruito attorno al 1500 dai frati Agostini; qui si sarebbe rifugiata la popolazione per sfuggire agli assalti dei pirati saraceni.
Buriano
ll paese, dominato da un castello, è di origine antica, forse romana, secondo altre fonti longobarda. Conobbe il massimo suo splendore nei primi tre secoli dello scorso millennio. La chiesa romanica ha il campanile incorporato e conserva una reliquia di San Guglielmo, che trovò rifugio nel "Romitorio". Ogni seconda domenica dopo Pasqua, viene festeggiato San Guglielmo con una suggestiva processione che parte da Buriano e attraverso la macchia raggiunge il Romitorio. In questa occasione dalla fattoria "La Badiola" viene portata la "pianeta", tessuto trapuntato in oro e donato dalla Granduchessa di Toscana Maria Antonietta in ricordo di una sua caduta da cavallo.
Nelle vicinanze…
Massa Marittima
Antica cittadina, posta su un colle a 380 m s.l.m., a circa 15 Km dal Golfo del Sole. Nota per le miniere di rame e d'argento, sfruttate fino al 1300, poi riattivate dal 1830 fino agli anni 1970, conserva intatto il suo aspetto medioevale. Il Balestro del Girifalco, gara fra i balestrieri dei rioni della Città, è anche una rievocazione storica.
Grosseto
"Città forte. Non grande, ben murata e difesa da sei bastioni e da una rocca, con due sole porte, una che guarda la terraferma, l'altra, dalla quale si esce verso il mare". Così il Repetti apre nel suo Dizionario Cartografico della Toscana la descrizione di Grosseto. Città fortificata lungo la via Aurelia tra Roma e Pisa, nel 1138 diventa sede vescovile prendendo così importanza nella Maremma. Più tardi passa agli Aldobrandeschi, poi viene conquistata dai Senesi e nel 1559 passa ai Medici. Segue varie bonifiche per almeno due secoli. Grosseto è una città della Toscana di 77.500 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. È il capoluogo situato più a sud tra quelli della Toscana. La città, è posta circa 12 km dal mare, al centro di una pianura alluvionale denominata Maremma Toscana, risultato delle bonifiche apportate dai Lorena (XVIII - XIX secolo) e dal governo fascista (anni Venti e Trenta). A poca distanza dalla città si trova la località di Roselle, famosa per gli scavi che hanno riportato alla luce resti della civiltà etrusca.